Chi è un innovation coach?

Dare risposta alla domanda: “chi è un innovation coach?” può essere semplicissimo e complicato allo stesso tempo.

Per chi conosce le nuove tendenze del web, della tecnologia e del digitale è chiaro che ci sia necessità di figure specifiche in grado di allenare le nuove competenze nelle aziende, accompagnando le persone al cambiamento.

Per chi non è avvezzo e vede gli strumenti digitali come “qualcosa di complesso” da cui stare alla larga, diventa difficile comprenderne il valore.

Accade però a volte che le due figure si vadano ad avvicinare, e chi non è competente abbia comunque compreso l’importanza di affidarsi a specialisti del web e del digitale per portare innovazione in azienda.

E la domanda diventa: “ho capito che devo fare qualcosa per la mia azienda, ma non so esattamente cosa, mi potete aiutare?”

A quel punto inizia il processo di coaching, fatto di domande, tantissime domande per comprendere al meglio la situazione dell’azienda e le sue peculiarità ed aree di miglioramento.

Questo differenzia in modo particolare la figura dell’innovation coach dal formatore, dal venditore o anche dal consulente.

Il coach inteso come “allenatore” aziendale in grado di definire una strategia capace di far rendere al meglio i suoi giocatori, guidandoli sul campo con costanza.

In concreto come si fa innovation coaching:

Ecco un breve riepilogo del metodo che andiamo ad utilizzare.

  • Analisi pre-visita
  • Incontro cliente
  • Domande
  • Obiettivi
  • Riepilogo
  • Valutazioni dell’impatto dei cambiamenti
  • Piano di lavoro
  • Affiancamenti sul lavoro
  • Verifica dei risultati
  • Cambiamenti e rimodulazioni del piano di lavoro

Analisi: questa prima fase la effettuiamo prima dell’incontro con il cliente, utilizzando tutte le informazioni reperibili online. Sito internet, pagine social, recensioni, tutto quel che il cliente o chi vi è stato a contatto (clienti, fornitori, dipendenti) hanno condiviso online ed è quindi disponibile. Lo facciamo in maniera oggettiva senza farci influenzare da eventuali valutazioni espresse, cogliendo al meglio le informazioni disponibili ed iniziando ad elaborare stili, metodi, presenze o assenze sul web.

Incontro cliente: normalmente avviene di persona, in caso di necessità ci avvaliamo di strumenti di video conference che utilizziamo anche nel corso del progetto. Nell’incontro cliente vediamo l’azienda, le persone, i comportamenti, respiriamo l’aria interna, cogliamo le sensazioni, valutiamo processi ed abitudini all’opera.

Domande: le domande sono la base del coaching, e dovrebbero essere anche il comportamento tipico di un buon venditore, più interessato a cogliere le esigenze del cliente, che a pensare a cosa vendere. E proprio qui nasce una grande differenza con il venditore tipico: un innovation coach non ha nulla da vendere, ha soluzioni da trovare, miglioramenti da instradare, allenamenti da impostare per arrivare al risultato atteso. Grazie alle domande arriviamo ad un documento di lavoro su cui impostiamo il progetto.

Obiettivi: vengono definiti grazie alle domande e devono essere SMART che in questo caso non ha nulla a che vedere con la tecnologia, quanto sulla definizione utilizzata nelle valutazioni dei sistemi di gestione aziendali che sono rappresentate da 5 caratteristiche le cui iniziali formano la parola inglese SMART. Gli obiettivi che andiamo a definire sono quindi:

  • Specifici (Specific):
    Gli obiettivi devono essere definiti e contenere le indicazioni chiare di cosa si vuole ottenere.
  • Misurabili (Measurable):
    Vanno espressi numericamente con dati definiti: riduzione degli sprechi di tempo del 20% ne è un esempio
  • Raggiungibili (Achievable):
    A chi non piacerebbe ottenere un 200% del fatturato, o un taglio del 90% delle spese? Se gli obiettivi attesi non sono raggiungibili è meglio parlare chiaramente e rivedere il progetto.
  • Rilevanti: (Realistic)
    Si tratta di obiettivi realmente utili? o si tratta di vanity metrics come spesso accade nei social dove l’attenzione è incentrata sul numero di follower anzichè sulle interazioni ed acquisti dei clienti?
  • Temporizzati: (Time based)
    Ad ogni obiettivo leghiamo una scadenza, un tempo definito per il raggiungimento desiderato.

Riepilogo: per evitare fraintendimenti o di dare per scontato aspetti che spesso scontati non sono è necessario riepilogare il progetto, le esigenze riscontrate, gli obiettivi attesi. Tali riepiloghi li condividiamo ed esprimiamo per iscritto redigendo piccole minute degli incontri.

Valutazione dell’impatto dei cambiamenti: questo aspetto è chiave nell’innovation coach: trascurarlo significherebbe ottenere tecnicamente il risultato ed andare incontro a situazioni negative del cliente. Alcuni esempi: il cambiamento di processi radicati nel tempo con conseguente cambio di abitudini ed uscita dalla confort zone; il passaggio da carta a digitale, la trasformazione da memoria storica a raccolta informazioni tramite gestionali e così via.

Piano di lavoro: una volta definiti i precedenti aspetti, ecco che partiamo! Il piano di lavoro serve per condividere le attività, i momenti di confronto e verifica, e ciò che ognuno deve attendersi. Fare innovation coaching significa guidare, accompagnare, non sostituirsi nel lavoro da svolgere.

Affiancamenti sul lavoro: questi rappresentano spesso la differenza con la consulenza o la formazione unicamente teorica. Il coaching prevede invece che il lavoro che andremo a svolgere sarà portato avanti insieme passo passo. Non solo parole quindi ma attività concrete che realizziamo insieme.

Verifica dei risultati: per capire come stia andando il progetto ogni tanto andiamo a fare qualche “pit stop” ed analizzare i risultati raggiunti, per essere certi di rispettare la tabella di marcia e le aspettative del cliente. Il cliente spesso vede l’innovazione come un costo e non un opportunità: ecco che numeri alla mano siamo in grado di mostrare i benefici come accaduto con questo cliente.

Cambiamenti e rimodulazioni del piano di lavoro: se i risultati non portano indicazioni positive, diviene necessario rivedere il piano di lavoro ed apportare le opportune modifiche, basandosi su dati oggettivi (i risultati) che al momento dell’inizio del progetto erano solo ipotizzati.

Gli ultimi due punti sono ripetuti in sequenza: riteniamo fondamentale assumere un approccio sempre legato ai risultati con la consapevolezza della necessità di variare continuamente il progetto se e dove necessario in funzione dei risultati che si vanno a misurare.

Nel mondo del digitale e nel web in generale i cambiamenti sono all’ordine del giorno e vanno monitorati costantemente. Come ad esempio nel caso di chi ha impostato una politica di risultati tutta incentrata sulla pagina Facebook e si ritrova con queste difficoltà.

Se vuoi sapere come l’innovation coach può essere utile alla tua azienda, contattaci per un confronto conoscitivo.

Saremo lieti di fare una chiacchierata insieme!

 

 

 

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