I servizi mandati in pensione da Whatsapp

Whatsapp è il sistema di comunicazione più utilizzato con oltre 1 miliardo di utenti al giorno (22 milioni in Italia) che scambiano 55 miliardi di messaggi, quasi 5 miliardi di immagini, ed 1 miliardo di video.

Detta così quindi ogni utente invia 55 messaggi, 5 immagini ed 1 video ogni giorno.

Questo ovviamente non è vero, in quanto si tratta della media, ma ci porta a ragionare su quali servizi non sono più utilizzati a causa dell’avvento di questa applicazione gratuita.

  • SMS: facile da intuire è stata la prima vittima dell’app ora di proprietà di Mr. Facebook: già ai tempi dei fondatori Jan Koum, e Brian Acton passare dall’inviare messaggini a 10 cent l’uno ad uno strumento gratuito ne ha determinato il crollo: -74% dal 2012 al 2016

  • MMS: anche se la domanda è: davvero qualcuno li usava con continuità? Eppure l’invio di immagini è costante sulla piattaforma. Segno che la richiesta c’era, la proposta commerciale non era adeguata.

  • Email: non si può certamente dire che siano andate in dis-uso ma le comunicazioni via posta elettronica prima dell’esplosione di Whatsapp erano utilizzate anche per comunicazioni rapide. Tra colleghi, ma anche tra amici! Non costava nulla e si potevano leggere infiniti botta e risposta che diventano ad un certo punto incomprensibili. Le mail restano e si classificano più “formali” per le comunicazioni: in sintesi si inizia via email, ma se c’è confidenza si passa a Whatsapp.

  • Segreteria telefonica: anche questo servizio divenuto a pagamento era già stato sostituito da una comunicazione scritta (sms o mail) mentre ora è stato completamente rimpiazzato dai messaggi vocali di Whatsapp.

  • Gruppi tematici dei social: quando utenti interessati ad un argomento specifico volevano approfondire una tematica, si ritrovavano all’interno di gruppi chiusi. Questi gruppi continuano ad esistere ma l’interazione è in drastico calo. Crescono invece gruppi o canali broadcast di Whatsapp.

  • Wetransfer: soluzione per l’invio di file di grosse dimensioni non è stato pensionato, ma può vedere adesso diminuire gli utenti che utilizzano il servizio in maniera gratuita. I due servizi sono differenti, con Wetransfer è possibile inviare file di grosse dimensioni (fino a 2 Gb nella versione gratuita) e nasce per essere di ausilio a blocchi dei servizi di posta elettronica. Con Whatsapp si possono inviare file fino a 100 Mb che devono essere presenti nella memoria telefono (qui la descrizione del servizio).

  • Skype: anche in questo caso non si parla di sostituzione assoluta del servizio, ma Whatsapp da quando permette di effettuare videochiamate tra utenti ne ha semplificato l’utilizzo. Basta conoscere il numero di telefono della persona senza dover scaricare altri software, conoscere username ed accettare inviti vari.
  • Blackberry Messenger: qui ci potrebbe stare un “ti piace vincere facile?” Blackberry ha subito un sorpasso che ne ha decretato la fine da parte di Apple ed Android. Ma uno dei primi elementi differenzianti è stato il BBM, il messenger che permetteva di dialogare in chat tra utenti Blackberry. La sua colpa principale nel pensionamento? Non essersi aperto alle altre piattaforme per tempo. Eppure BBM è arrivato per primo, aveva servizi che Whatsapp non ha avuto per anni, ed aveva milioni di utenti.

Whatsapp è la dimostrazione che l’innovazione per funzionare ed essere utilizzata deve essere semplice, ed accessibile in maniera rapida ed immediata.

Non sempre è necessario essere il primo a proporre un servizio; ma quel servizio deve restare al passo con i tempi ed aggiornato continuamente.

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