Whatsapp for business: come funziona il nuovo servizio per le imprese

 

Alzi la mano chi non conosce Whatsapp, la celebre applicazione di messaggistica!

Oramai presente in tutti gli smartphone nel mondo occidentale, rappresenta una delle prime forme di comunicazione oggi utilizzata da oltre 1 miliardo di persone in 180 paesi del mondo.

Dopo che per anni il cellulare ha avuto come modalità di utilizzo principale alternativa alla voce, l’invio di SMS ecco che l’arrivo di Whatsapp ha rivoluzionato le abitudini.

Prima di tutto ha generato un danno economico alle distratte compagnie telefoniche che abituate ad incassare milioni di euro ogni giorno dall’invio dei messaggini, hanno visto calare fino quasi ad azzerarsi l’introito di messaggistica.

Poi ha portato alla scomparsa dei cellulari, sostituiti da smartphone in grado non più solo di telefonare ma di utilizzare le APP per accedere a servizi internet a portata di mano.

Ed infine ha trasformato il modo di comunicare!

Gli SMS erano diventata la modalità di comunicazione preferita dai giovani che in 160 caratteri avevano imparato a descrivere racconti di ore, mentre gli utenti “senior” continuavano a preferire le chiamate vocali.

Con Whatsapp tutti gli utenti hanno la loro modalità preferita.

Chi vuole battere le dita sulla tastiera manda messaggi.

Chi preferisce parlare registra un audio da far ascoltare in differita, per poi magari leggerlo dopo averlo trasformato in testo come raccontiamo in questo post.

Nel tempo si sono aggiunte anche le chiamate vocali e video, una volta ad appannaggio del solo Skype: rendendo Whatsapp una piattaforma completa di comunicazione per tutti.

Di tutti i contenuti inviati si può poi sapere se sono stati recapitati e visualizzati dai simboli di spunta accanto alla conversazione.

  •  messaggio inviato con successo.
  •  messaggio consegnato con successo al telefono del destinatario.
  •  il destinatario ha letto il messaggio.

Whatsapp è quindi diventata l’applicazione più utilizzata, con numeri da capogiro ed un utilizzo che non accennano a diminuire.

Nel 2014 è stata acquisita da Facebook, che ha pagato 19 miliardi di dollari per una piattaforma che non produceva utili, ma che aveva un grandissimo merito: era spesso in mano a molti utenti.

Non era la più utilizzata come si vede dal grafico, anzi aveva davanti in classifica altre app anche di messaggistica.

Il sole 24 ore ad inizio 2016 si domandava in questo articolo dopo l’acquisizione da parte di Facebook se non fosse il caso di pensare al business per iniziare a monetizzare, dal momento che Whatsapp è un’azienda ancora in perdita.

Infatti se inizialmente aveva un minimo contributo da ogni utente che la utilizzava (1$ all’anno), da quando è diventata gratuita ha dovuto modificare la sua strategia.

Ed ecco quindi l’annuncio ufficiale da tanti atteso, dell’azienda della Silicon Valley: arriva

Whatsapp for business

come riportato nel sito ufficiale https://faq.whatsapp.com/general/26000052?lang=it

Con questo servizio si potranno trovare quindi numerazioni ufficiali di aziende che risulteranno verificate con l’icona  accanto al nome.  

La scheda utente business avrà la possibilità di contenere informazioni come l’indirizzo email, il sito web, gli orari di operatività.

Se l’azienda è in possesso del numero di telefono dell’utente, potrà contattare il cliente direttamente in chat che avrà uno sfondo giallo che la differenzia da quelle “private”.

La chat non potrà essere eliminata in alcun modo, ma si potrà bloccare il contatto.

Al momento Whatsapp for business è in test su alcune aziende in America, ed in futuro sarà disponibile per tutte le aziende.

Analizziamo quindi cosa può significare questo per un’azienda e se sia un valido strumento da utilizzare per la propria attività, considerando anche alcuni aspetti di configurazione.

Possiamo pensare di iniziare ad utilizzarlo già da oggi, per poi valutare la trasformazione a business quando disponibile.

Ecco 7 aspetti da tenere presenti:

  • Numero dedicato: Se si vuole essere reperibili per i clienti, il numero deve essere dedicato, non potrà essere la sim del titolare, ma accessibile a chi mantiene il contatto con i clienti e che sarà utilizzata tramite Whatsapp web.
  • Tempi di risposta: Se si decide di lasciare un contatto tramite chat bisogna aver tempi di reazione immediati: chi scrive ha la fondata aspettativa di ricevere una risposta in real time, non come avviene per le e-mail lasciate spesso a giacere per giorni negli inbox.
  • Profilo: Il profilo e la descrizione dovranno essere aziendali, riportare informazioni ed immagine di sfondo della propria azienda; come per altri social prettamente business (Linkedin) l’immagine è fondamentale nella prima impressione che si genera.
  • Differenziazione: Creare un contatto Whatsapp è ancora una pratica poco frequente: è diventato un canale di contatto per i liberi professionisti che hanno nel numero mobile il proprio unico punto di riferimento in maniera quasi involontaria.  Aziende ed imprese non stanno invece ancora utilizzando questo strumento lasciando anacronistici centralini telefonici, email o fax e numeri verdi come punti di contatto.
  • Saturazione: Un punto da tenere presente riguarda la quantità di messaggi Whatsapp che si ricevono quotidianamente: messaggi di parenti, amici, gruppi di ogni tipo riempiono la chat verde di continue notifiche, e questo potrebbe presto stancare. Anche se i dati parlano ancora di una verifica dei messaggi nel 98% entro 2 minuti dalla ricezione. Fondamentale sarà il giusto utilizzo per evitare di essere bannati.
  • Novità: Non è necessario attendere il lancio per iniziare ad utilizzare il servizio: già oggi un’azienda seguendo i primi 3 punti può dotarsi di un contatto Whatsapp, per poterlo poi certificare al lancio ufficiale. In questo modo si sfrutta l’effetto novità senza dover seguire la massa successivamente.
  • Competitor: Consideriamo due categorie: i competitor della propria attività, da tenere sotto osservazione per verificare se e come utilizzano il profilo Whatsapp for business, ed i competitor di Whatsapp, Telegram in testa, per verificare se esistono nuove soluzioni più efficaci per la propria azienda.

In definitiva:

Whatsapp per il business è una buona soluzione da utilizzare per le aziende?

Si, per quanto motivato nel post, oggi è una soluzione da attivare.

Ovviamente deve essere parte di una strategia di comunicazione web ben definita, ed integrata nelle soluzioni di gestione cliente, non deve diventare un altro strumento di spam.

Qualunque sia il tuo settore c’è chi sta pensando a come innovarlo, e non serve pensare come fermarlo: meglio pensare come anticiparlo e diventare l’innovatore del tuo settore!

Se vuoi capire come innovare nel tuo lavoro contattaci, siamo disponibili per una chiacchierata su come aiutarti a portare innovazione per la tua azienda!

 

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